lunedì 29 ottobre 2007

Un pò di futilità...

...per una volta anch'io pubblico una canzone...




...peccato che questa ragazza non la apprezzi nessuno, perchè secondo me invece è brava, fate pure un giro su youtube e cercate di lei se vi va...

venerdì 26 ottobre 2007

Constatazioni, parte ennesima.

Cara Artemisia, ti ringrazio per il tuo lungo commento, che apprezzo così tanto che ti dedico un post! Tornando alla nostra discussione (presente nei commenti del post precedente per chi non capisce cosa mi stia balenando in testa), volevo precisare che la mia analisi parte da una rielaborazione delle notizie principali di giornali e telegiornali, da ciò che si vede ogni giorno andando in giro, da ciò che la mente produce mettendo insieme tutti questi input e facendo dei collegamenti. E collegando il tutto mentre guardo a paesi anche non troppo lontani non posso non pensare “ma dove siamo finiti?”. Sento dire da fonti certe e provenienti da esperienza personale che un dottorato di ricerca in Francia viene stipendiato con poco meno di duemila euro al mese e come posso non pensare che gli otto-novecento euro che danno ai nostri dottorandi non siano una miseria economica e intellettuale, se non addirittura un'offesa? Se guardo due foto che ritraggano una un ospedale italiano e una quella di un ospedale indiano spesso la differenza è il colore della pelle di chi ci sta dentro. Se ogni volta che incrocio un'ambulanza che sfreccia a sirene spiegate penso a che stipendiuccio danno agli operatori SUEM che hanno la tua vita tra le mani quando ti capita qualcosa e a che difficoltà ci siano ne mondo del volontariato (ne ho fatto parte per quasi tre anni, proprio in campo sanitario) a causa delle solite raccomandazioni e amicizie che stanno alla base di tutto, non riesco a non pensare che tutto o quasi tutto in questo paese puzzi di marcio, sia infettato dagli interessi personali dei pochi che girano la sera coi macchinoni per andare a riempirsi la pancia in lussuosi ristoranti. E dei giovani chi parla? La generazione dei prossimi trentenni sarà una generazione precaria, senza un lavoro e senza una famiglia, una generazione che aspetta il contratto di lavoro per sposarsi, e nel frattempo vive a termine. E non illudiamoci che venga sanata la piaga del lavoro a termine...il motivo di questa follia non è incomprensibile, anzi, semplicemente il lavoro a tempo determinato frutta più che quello a tempo indeterminato in termini di contributi pensionistici, molto ma molto di più, per la precisione quasi il 400 % in più, e casualmente questo non ce l'hanno mai detto guarda un pò. Infatti manco l'informazione funziona a dovere, se qualcuno fa il giornalista scoperchia delle fogne che vanno subito richiuse, perchè l'importante è far andare avanti la carretta, un milione di persone in piazza a chiedere un lavoro che gli permetta di costruirsi un futuro sono meno importanti del papa che va a Napoli a dire la solita messa. Tutto queste sono solo gocce in un mare di scandali, che non vengono più offuscati a dovere, il lenzuolo è diventato troppo corto e non basta più a coprire le schifezze che ci stanno sotto, non bastano più le stupide notizie del cane salvato dai pompieri a New York a rallegrare le giornate, le buone notizie che vengono da casa nostra non sono mai importanti…casomai comiche, come quelle di un sindacato che si arrabbia perché agli operai di un’importante industria italiana viene dato un misero aumento mensile, ma ci rendiamo conto? Sarò anche pessimista io ma non credo che abbastanza gente si sia ancora resa conto verso che direzione stiamo navigando, non so se lì più avanti ci siano le secche o il triangolo delle Bermuda

sabato 20 ottobre 2007

Impressioni.

Cari signori miei, ho fatto delle constatazioni in questo periodo in cui scrivo pochino. E mi piacerebbe condividerle con voi, semplicemente per capire se sono io che sto deragliando e vedo male o se effettivamente non sto sbagliando tutto.
Beh ho come l'impressione che viviamo in un paese che si sta avviando alla morte celebrale, che non va più a votare perchè la fiducia nelle istituzioni è pari a zero, pensa solo ai soldi che ogni mattina lo buttano giù dal letto, ma solo perché senza di quelli non mangia. La gente normale non ha più tempo per niente, lavora, mangia, dorme e ogni tanto chi può soddisfa i suoi bisogni più animali, sì perché amare è diverso da scopare, c’entra quanta testa e quanto tempo hai liberi, un pò come l’hard disk di quei maledetti computer ai quali ci fanno stare davanti dieci ore al giorno. Qui chi più lavora meno guadagna perché qui i soldi sono di chi imbroglia, delinque, estorce, campa sulla vita degli altri. E vivi tu così, aumentano i drogati, gli alcolizzati, le puttane fanno i soldi appunto perché non abbiamo più la freddezza per farci scaldare il cuore da chi ci sta vicino, pretendiamo e basta da tutto e da tutti. Che poi il papa non mi venga a parlare di tessuto sociale, perché dovrebbe piuttosto parlare di una tela strappata. Ho così tanta voglia di dirne quattro a quei mentecatti che vogliono rincretinirci con reality e Lucignoli vari, e se non fosse che in questo periodo va così di moda li avrei mandati già per scritto.
Un paese con la testa vuota, ecco cosa sembra profilarsi all’orizzonte, un bel paese di analfabeti con tre cellulari per parlare del niente, e con la smania di internet quando manco sanno scrivere in italiano in modo non dico corretto ma decente. Il futuro è davvero roseo, e già ci sono le prime avvisaglie: togli il calcio, la cucina e la moda e qua non resta niente o quasi. I giovani sono allo sbando, quelli della generazione alcolica e del grande fratello, quelli che hanno il futuro nelle loro mani, o meglio dovrebbero averlo, ma che sta invece nelle mani di settantenni rincoglioniti che costruiscono il futuro altrui sui contratti a progetto che garantiscono a lor signori la ricca pensione che percepiranno e ai diretti interessati un bel niente. Qui ci sono soldi per tutto ciò che non serve, anzi, mi sono espresso male, a tutto ciò che non serve a chi i soldi ce li ha già. I servizi pubblici stanno raggiungendo livelli scandalosi per un paese industrializzato, la sanità fa impallidire, l'università e la ricerca in generale sono a pezzi, la giustizia non viene garantita se non a chi la gestisce, le autorità non hanno più risorse per far fronte alla delinquenza inperante, e nel frattempo si pensa a come arredare il ponte sullo stretto.
Che vita poi con i vicini di casa, che peccato, i nostri sono proprio di quelli fastidiosi, quelli che vestono sempre dello stesso colore per intenderci, quelli che ci fanno credere nella castità e che demonizzano il preservativo ma poi si divertono tra loro (giusto, lì il preservativo serve un pò meno), l’importante è mettere tutto a tacere perché dimenticavo che l’informazione è controllata, e pure i nostri bei blogghettini prossimamente. E l’aria che si respira puzza, puzza di marcio, puzza di imbroglio, di trucchetti per non farsi incastrare se sei tra coloro che puoi usarli e sennò amen, tanto poi con l’indultino di turno la farai franca anche tu e potrai tornare a fare quello che ti ha condannato alla galera qualche anno prima. Siamo terra di conquista, le nostre piazze dopo le dieci di sera sono di proprietà della delinquenza rumena, marocchina e compagnia bella. E dite pure in giro che sono razzista, ma vi giuro che non lo ero per niente.
Le assurdità non mancano, e sono ancora una volta sponsorizzate dalle leggi dello stato: si vede gente a cui non viene permesso di fare il proprio lavoro perchè sennò andrebbe a scoperchiare puzzolenti fogne, gente a cui è permesso di fare tutto e altri a cui non è permesso più neanche di comprare una borsa contraffatta perchè secondo qualcuno sarebbe più giusto sputtanare per intero uno stipendio per dei pezzi di pelle cuciti in Cina ma firmati. Ecco dove sta la differenza: a loro è permesso e a noi no. Un giorno forse ringrazieremo la Cina.

Usate per qualcosa i vostri blog, internet e i mezzi di informazione che avete a disposizione, finchè è possibile, perchè tira una brutta aria. La pentola a pressione sta bollendo un pò troppo.
Che me lo chiudano pure sto blog, ma io voglio dire quello che vedo.

lunedì 8 ottobre 2007

Chi non muore si riscrive.

Ragazzi, non c'è niente da fare, ho troppe cose da fare e mi dispiace non poter scrivere su sto blog, proprio adesso che pure l'egregio illustrissimo signor senatore onorevole ministro Clemente Mastella se ne è riuscito ad aprire uno, seppur con i giusti accorgimenti del caso per far vedere che la democrazia ce la insegna lui. Ah, dimenticavo, finora nonostante i civili commenti che ho lasciato non me ne ha pubblicato uno, o forse uno, il caro censuratore. Per fortuna che a ristabilire gli equilibri ci ha pensato qualcuno...e anche qualcun altro...e...un altro ancora! Povero lui...

Per quanto riguarda me ho iniziato un tirocinio pre-laurea (il contrario delle persone normali insomma) che non so se augurarmi vada a buon fine o se invece sperare che finisca presto, staremo a vedere, l'ambito credo mi interessi...e avrei un pò di cose di cui scrivere ma non ne ho il tempo.

A presto ragazzi...mi auguro di tornare prima che vi dimentichiate di me...!