martedì 15 maggio 2007

Tu non sai niente.

Già qualche tempo fa ne aveva parlato qualcun altro di questo argomento. E adesso ne voglio parlare anch’io, che nell'ambiente universitario ci vivo. E credo che ciò che sto scrivendo possa essere utile a coloro che stanno varcando le porte dell’università.
Prima di entrare qui però devi aver ben chiari dei presupposti, poche e semplici cose, chiaro. Una ve l’ho detta poco fa, tu che entri nell’università e non sai niente, sei un qualcosa da riempire di nozioni delle quali non te ne farai un bel niente un giorno che ti daranno quel maledetto pezzo di carta che attesta che hai passato alcuni dei giorni della tua gioventù sui libri. L’altra è altrettanto semplice: non cercare aiuto da nessuna parte perché qui ti stanno svezzando, d’ora in poi nessuno ti dirà niente che ti aiuti a passare gli esami e nessuno ti dirà più quando è meglio studiare e quando si può invece andarsene a spasso. La pacchia è finita ragazzi. Benvenuti nel mondo della nullafacenza e della frustrazione pre-lavorativa. Sì, prelavorativa, in fondo è un po’ come stare al lavoro, perché se esistesse un sindacato che tutela gli studenti dalle angherie dei datori di lavoro, chiamiamoli così i docenti, avrebbe tante pratiche da sbrigare da dover lavorare anche di notte. Come altrove ci sono buoni e cattivi, ma qui i cattivi si impegnano veramente. Qui non c’è tempo da perdere, l’unica cosa che si perde è la voglia di fare, capita a molti, me compreso. Credo sia più che normale quando ti aspetti qualcosa e ti trovi di fronte qualcos'altro di ben diverso. Arrivi qui con il tuo bel diplometto di maturità e ben presto ti accorgi che non vale un bel niente nonostante tutto quello che ti dicevano fino a qualche mese fa. E ti rendi conto che potevi anche prenderti qualche pomeriggio libero in più piuttosto che stare sui libri, qualche punticino in meno non faceva la differenza e quel pomeriggio che ti ricordi di esserti chiuso in casa a studiare lo potevi anche passare al campetto a spallonare allora. E non si offendano i buonisti, sono “politically scorrect” io, e non mi interessa. Voglio dire una volta per tutte come stanno le cose qui dentro nelle università.
Qui dentro non sei nessuno, sei un numero come tanti, la matricola numero tot. del corso tal dei tali. Niente di più. Non c’è posto per le "signorine", abituatevi presto ad una cosa, dovete arrangiarvi, e non ci sono giustificazioni. Puoi venire da qualsiasi tipo di scuola, più o meno rinomata, ma prima o poi trovi qualcuno che ti fa capire più o meno democraticamente che non hai fatto la scuola giusta. Mettetevela via, tutti vogliono da voi quello che non sapete. E per imparalo avrete poco tempo, l'esame si avvicina. Passato quello poi potrete chiudere i libri in armadio perchè è proprio raro un caso in cui vi servano nozioni di esami precedenti. E se anche vi servissero dovrete ristudiare tutto da capo, perchè quel prof una cosa la dice in un modo e questo invece in un altro. Due modi per dire la stessa cosa, ma solo uno va bene. E statevene bene attenti, che ci sta pure chi vorrà farvi le scarpe a tutti i costi dimostrandovi che è sempre insufficiente quanto hai studiato, potevi fare di più. Ma abituatevi a divertirvi, mettetevelo bene in testa, perché se non la mettete su questo piano uscite di senno e vi ritrovate in men che si dica ad uno stato larvale caratterizzato da avidità di libri che non vi interessa minimamente leggere ma divorate ugualmente. Avrete tutte le possibilità che volete per divertirvi, questo è assicurato. Tra un pomeriggio in cui si salta lezione ed uno in cui il prof(essore) se ne sta chiuso in ufficio a sbrigare (per una volta…) da sé le sue faccende vedrete che le occasioni non mancheranno. E restando in argomento “tenetevi buono” chiunque conoscerete, dal primo all’ultimo vi potranno “servire”. Dateci dentro ragazzi, gli esami che vi separano da quel pezzo di carta non sono pochi e se ve la prendete comoda finirete a trent’anni, quando gli altri avranno già famiglia, sia chiaro però che forse andarsene a lavorare senza quel pezzo di carta vi potrebbe a volte essere più funzionale al vivere bene dei prossimi anni. Perché uscirete da qui a venticinque anni su per giù, fieri di essere usciti da un corso di laurea di un’università più o meno prestigiosa, e mentre voi starete cercando un lavoro decente che non vi faccia buttar via il poco che avete imparato i vostri coetanei sprovvisti del pezzo di carta già ce l’avranno. E preparatevi quindi ad anni di magra. Sempre che non decidiate di restare nel mondo dell’università…pensate che potrebbe essere un’idea? Sì dai, sempre se mamma e papà sono disposti a mantenervi fino a trentacinque anni. E nel frattempo starete rinchiusi in un ufficio seduti per dieci ore al giorno davanti ad un computer a scartabellare tra libri ammuffiti e siti internet sconosciuti a persone normali. Il tutto per ottocento €uro al mese, con i quali tirare avanti e immaginare di metter su famiglia. Ah, dimenticavo. Sarete per un bel po’ di tempo “l’assistente” del professor tal dei tali, che guarda caso ha una flotta di agguerriti assistenti che stanno tentando di prendere il suo posto visto che lui ormai si avvicina ai settanta. E ad una certa età ci si inizia a stufare di ascoltare decine e decine di ragazzi terrorizzati che vengono da te a farsi interrogare per aggiungere un tuo autografo sul libretto. O forse no, non andrà in pensione perché ha uno stipendio che lo fa ricredere, meglio restare un altro anno si ripete giorno dopo giorno. E nel frattempo la flotta di assistenti aumenta, eh sì, lui ha troppo da fare e per le sue faccende da sbrigare ci sono sempre gli assistenti ad assisterlo, tra qualche anno si prenderà pure un’infermiera perché ad una certa età sapete com’è. Poveri loro.
Ma detta sinceramente non è facile per nessuno. E il problema di fondo è uno. Ed è sempre il solito: mancano i soldi. E poi tutto il resto. Non esiste un collegamento sensato col mondo del lavoro, e quello che doveva esserlo ossia il tirocinio obbligatorio, si riduce alla semplice ricerca di un ufficio dove andare a far fotocopie se ti va bene. Le alternative sono l’amico che ti firma le carte facendo risultare che ti sei passato l’estate non in spiaggia ma a lavorare da lui, oppure passi da fesso (come il sottoscritto) e te lo fai per intero, buttando al vento due o tre mesi.
La vera ricerca, quella che dovrebbe traboccare dalle università non è più attuabile, la mancanza di fondi riduce i campi di ricerca e la gente inizia ad andarsene all’estero, meglio scappare che restare precari a vita e per di più senza gli strumenti adeguati a fare le cose per bene. Ma non è finita qui, potrei scrivere pagine e pagine, ma già non so se siete arrivati a leggere fino a qua.
Vorrei tranquillizzarvi comunque, le cose stanno cambiando, da almeno dieci anni si vocifera di quella riforma che dovrebbe sistemare tutto e di cui chiunque si siede su una di quelle poltrone tanto ambite parla…ma credo faranno in tempo a laurearsi almeno altre due generazioni.

21 commenti:

Passero ha detto...

Concordo in pieno con quello che hai detto.
L'unica cosa sulla quale puoi contare è te stesso e forse qualche compagno di corso.

duhangst ha detto...

Mai frequentato l'università, ma ho un fratello che fa il ricercatore, so quindi che cosa vuoi dire..

me ha detto...

@ Passero: bentornato Passero!
...vedo che concordi con me, ma dienticavo una cosa, a volte serve anche un pò di fortuna...

@ duhangst: ...situazione "magra" anche per lui? ...magari può portarci la sua testimonianza, che dici? Fammi sapere!

Accakappa ha detto...

Son contento che mi hai preso come spunto per questo post, anche perchè in effetti hai fatto delle considerazioni più che vere. Ma tu cosa studi? A che punto sei?
Permettimi di aggiungere una piccola postilla: l'università è una bella esperienza, ti forgia e ti fa venire un bel callo sul sedere mediante importanti esperienze formative (leggasi: calci nel culo); tuttavia, in molti casi - tipo il mio - esci da lì e, nonostante tu ti possa ritrovare a fare un lavoro che ha che fare con i tuoi studi, ti accorgi di non sapere niente. Università esperienza socratica?

me ha detto...

@ Accakappa: ciao Accakappa!
Io sono in "fase di arrivo" di un corso di laurea del settore ambientale, e dopo qualche anno nel mondo dell'università ti accorgi di come le aspettative (lavorative post università e sul mondo universitario) che avevi siano state tradite. Il brutto è che proprio mentre ti rendi conto che sei a due passi dal traguardo se ti guardi alle spalle non sai un bel niente che ti potrebbe servire per il tuo futuro, nonostante i voti nel libretto siano tutto sommato niente male! Inoltre accorgendosi che su una trentina di esami quelli "utili" si contano sulle dita di una mano la faccenda intristisce parecchio...

Artemisia ha detto...

Ragazzi, che scoramento!
La mia breve esperienza universitaria (20 anni fa) e' andata male e ne ho gia' parlato (http://artemisia-blog.blogspot.com/2007/05/il-tempo-dello-studente-non-vale-niente.html)
ma tu "Me" mi sembri ancora piu' depresso di quello che ero io! Coraggio! Lavoro in ambito universitario e mi sembra che qui a fisica gli studenti siano trattati benino (ci credo: sono cosi' pochi che se li coccolano!). Il problema invece di sistemarli una volta che hanno finito, c'e' anche qui purtroppo...
Coraggio: sono convinta che chi non ha potuto studiare, stia comunque peggio. Fidatevi!

m1979 ha detto...

Io faccio l'università!! Mannaggia a me quando ho preso questa decisione...titti gli anni d'estate ho sempre lavorato per 3/4 mesi, anche con lavori duri (il lavoro non mi spaventa) e ogni volta la tentazione di continuare a lavorare è sempre più forte...ma ormai mi mancano solo 2 esami!!

Baol ha detto...

Aggiungici poi che fra le tante scelte si potrebbe farne una che ti obbliga ad un tirocinio TRIENNALE non pagato dopo il quale devi fare un esame composto di sue scritti impossibili e saperne l'esito dopo più di sei mesi...e scoprire che tu scrivendo poco non lo hai passato ed altri, NON SCRIVENDO NIENTE, sì...

giulia ha detto...

E' triste come gli insegnanti non si pongano come obiettivo quello di inetressare, entrare in relazione con gli studenti... Ognuno per la sua strada, manca etica professionale. Ciao Giulia

me ha detto...

@ Artemisia: ...ti assicuro che non è facile, specie quando arrivi alla fine e ti rendi conto di un pò di cose...comunque concordo sul fatto che chi non ha potuto studiare stia peggio!

@ m1979: i soldini fanno gola, soprattutto però se vedi che il lavoro ti darebbe quelle soddisfazioni che all'università non trovi...anche se in teoria l'università dovrebbe aprire altre possibilità di lavoro, vedremo come ci andrà a finire!
...ma in che settore stai studiando?

@ Baol: mmm strana sta cosa: che fossero dei...sì insomma...che avessero delle conoscenze?
Ma che corso stai seguendo, o in che settore?

@ giulia: non mi sento neanche tanto di incolpare sempre e solo gli insegnanti, perchè in fin dei conti stanno anche loro sulla stessa barca, anche se concordo con te sul fatto che ci siano docenti che hanno totalmente sbagliato lavoro! L'insegnamento è secondo me un'arte, difficile da praticare, che si scontra ogni giorno con chi non ha voglia di studiare ed apprendere. Tuttavia sono la prima persona a sostenere che ci siano docenti svogliati e interessati più alle loro pseudoricerche che non all'insegnamento...

m1979 ha detto...

Economia aziendale...Il problema è che oramai l'universita è inflazionata, la fanno tutti!! Così si richia di avere tantissimi laureati in mezzo alla strada o a lavorare con il diploma! "Se lo sapevo prima andavo a lavorare invece di passare 6/7 anni in università per poi lavorare con il diploma!" Ti giuro che prima ero contrarissimo alle università a numero chiuso, invece oggi sono favorevole, anzi favorevolissimo!!!

BLOG NEWS ha detto...

Ciao domani sera sono nuovamente live alle 21:00 sul mio blog ti aspetto!

Baol ha detto...

Sono laureato in economia e commercio, ho finito il tirocinio triennale da commercialista, ho fatto gli scritti dell'esame di stato una prima volta a giugno dell'anno scorso ed ho avuto i risultati a dicembre (non li avevo passati), ho rifatto gli scritti a novembre e fino ad oggi non si sa ancora niente e li rifarò senza alcuna reale voglia a fine maggio....

me ha detto...

@ m1979: bendetto, il problema che ti rende difficile affrontare un corso universitario con fiducia è proprio il fatto che quando esci hai voglia a trovare una sistemazione lavorativa buona prima di qualche tempo, e ti ritrovi a vedere amici e conoscenti che senza una laurea hanno già una buona posizione...anche se sono fiducioso sul fatto che a lungo andare una laurea dia i suoi frutti...si spera almeno!

@ Blog News: ...ma parli dell'argomento? ...no per sapere...visto il post... ;-)

@ Baol: eddai, credo li passerai, nel frattempo riesci a lavorare in modo proficuo anche senza aver passato l'esame di Stato?

Galadriel ha detto...

parole santissime...io sto attraversando il famoso momento "ma che cazzo sto facendo?"

Mad Riot ha detto...

L'anno prossimo DOVREI iscrivermi a scienze della comunicazione, ma dopo 13 anni passati nelle scuole italiane...

altra faccia della medaglia ha detto...

Io devo ancora approdare all'università, ma è facile capire che a scuola si impara poco di quello che ti serve nella vita.L'esperienze le fai fuori, magari andando in un cantiere un mese, si capisce di più di architettura, piuttosto che studiare tre anni arte.

me ha detto...

@ Galadriel: ...stesso momento mio, manca poco a finire e ti viene da chiederti cosa ci stai a fare all'università in termini di futuro lavorativo, nonostante le cose tutto sommato non vadano male!

@ Mad Riot: è sicuramente un'esperienza da fare l'università, ma non credere a chi ti dice che poi ti vengono a cercare per offrirti un lavoro...non tutto è da buttare comunque, è un ottimo modo per crescere e diventare più autonomi nell'organizzazione degli impegni personali, nel prendere le prime bastonate, ...

@ altra faccia della medaglia: benvenuto! Sei nuovo mi pare di vedere!
Diciamo che sui banchi si impara la teoria e sul campo la pratica, e che senza teoria non si fa la pratica, ma che troppa teoria non è nemmeno molto funzionale al futuro lavorativo...sì insomma, è difficile ma ci vorrebbero entrambe in giusta misura! Hai intenzione di iscriverti ad architettura per caso?

Mad Riot ha detto...

...ne ho prese già abbastanza :-)

BLOG NEWS ha detto...

Domani alle 21:30 sono LIVE sul mio blog!Argomento della serata :
OPERAZIONE ODESSA il canale dei ratti

me ha detto...

@ Mad Riot: tieni duro!!!

@ Blog News: ...ti ringrazio Agostino per la pubblicità che ti fai qui, volevo solo chiederti se hai letto il post un'altra volta visto che avevi già lasciato un commento di questo tipo una settimana fa. In tal caso ti ringrazio per l'interesse. Se così non fosse questo tipo di commenti ricade nella tipologia di commenti pubblicitari diversamente identificabili anche come spam, quindi ti prego di non lasciare commenti "a caso" qui e magari anche altrove. Grazie!