giovedì 1 marzo 2007

Un sì alle cluster bomb...

Nessuno ne ha dato notizia come al solito, ma il 23 Febbraio scorso si è chiusa la Conferenza internazionale tenuta ad Oslo per la messa al bando delle "cluster bomb", meglio conosciute come bombe a grappolo, delle quali è presente qui sotto un video che ne mostra il tipo di effetti.



Questo tipo di ordigni, dopo essere stati sganciati, arrivano in prossimità del suolo e si aprono per rilasciare le submunizioni che contengono su un'area più vasta. Possono tuttavia essere programmate per esplodere all'impatto con il suolo o anche per rimanere "dormienti" sul terreno di guerra. Al momento della deflagrazione si disseminano centinaia di munizioni più piccole che esplodono negli istanti successivi, molte delle quali restano però inesplose sul terreno, pronte ad innescarsi se urtate inavvertitamente. Proprio per le loro caratteristiche sono particolarmente conosciute per le sofferenze che portano alle popolazioni civili: Afghanistan, Kosovo, Libano, Iraq sono solo alcuni dei paesi che hanno fatto conoscenza con questo genere di ordigni. I rapporti delle principali organizzazioni umanitarie mostrano infatti come che il maggior numero di vittime di questi ordigni è tra la popolazione civile, soprattutto tra i bambini.
Molti dei più importanti Paesi del mondo posseggono nel loro arsenale bellico questo tipo di ordigni (Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia, India, Cina, Canada e Francia) ma nonostante ciò è cresciuto il consenso attorno a una moratoria sulle bombe a grappolo, in particolare nel corso dell'ultimo anno e grazie soprattutto all'impegno dimostrato da Belgio e Norvegia cui va il merito di avere promosso un'iniziativa internazionale per arrivare a una moratoria. Proprio a tale scopo era stato indetto il vertice di Oslo, promosso da ben sei agenzie delle Nazioni Unite e almeno 50 organizzazioni della società civile mondiale tra le quali anche la "Cluster Munition Coalition". All'incontro hanno inoltre partecipato delegazioni ufficiali di 48 Paesi, impegnate nella stesura di un nuovo trattato che dovrà essere pronto entro il 2008. Il risultato del vertice è stato abbastanza incoraggiante in quanto si è arrivati all'approvazione di un trattato internazionale che a partire dal 2008 vieterà l'uso, la produzione, la vendita e lo stoccaggio delle cluster bombs. Hanno firmato il testo 46 dei 49 Paesi riuniti: Polonia, Romania e Giappone sono stati gli unici a dare parere negativo mentre tre dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, Russia, Stati Uniti e Cina, non hanno neanche preso parte al vertice. La posizione ufficiale degli Stati Uniti è particolarmente interessante: Washington ritiene che sia un'altra la sede adeguata per la trattativa su un tema del genere. Inoltre il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Sean McCormack, ha spiegato che gli Usa si stanno già muovendo con altre iniziative quali un trattato sottoposto dall'amministrazione Bush al Senato, e ha sottolineato che la sede che Washington ritiene più adatta al negoziato è la "Convention on Certain Conventional Weapons". In poche parole, gli Usa hanno preferito fare da sè piuttosto che aderire ad un'iniziativa partita dal basso e appoggiata dalle Nazioni Unite...Una scelta che fa presagire altri futuri scenari di guerra nei quali le cluster bombs evidentemente potrebbero rivelarsi molto utili agli Stati Uniti...

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1 commento:

BLOG NEWS ha detto...

Complimenti per il post.Proprio così questa notizia non è stata per niente sponsorizzata dai media.
La cosa che mi fa più arrabbiare è che gli USA hanno condannato israele perchè ha usato le bombe a grappolo in libano ma a oslo si sono rifiutati a firmare perchè così loro le possono usare!Ciao