sabato 27 gennaio 2007

...per un vero Giorno della Memoria.

Fin dall’antichità dei tempi l’uomo si è reso protagonista di guerre e crudeltà, spinto dallo spirito di sopravvivenza e dalla ricerca di maggiore benessere, ogni periodo ha conosciuto eccidi e stermini anche se ciò che è avvenuto in Europa nel Novecento contro gli ebrei si distinse per le sue caratteristiche di pianificazione e scientificità. Fino ad allora mai l’uomo si era spinto a cercare la sottomissione di popoli mediante deportazioni di massa verso i territori di coloro che volevano il loro sterminio, mai erano stati ideati luoghi appositi per arrivare allo sterminio sistematico, mai si era fatto ricorso ad una pianificazione dello sterminio. Tutto questo fa sì che si possa parlare di “Shoah”. Questo termine ha radici bibliche, il significato è “desolazione, catastrofe, disastro”, venne adottato per la prima volta nella comunità ebraica di Palestina, nel 1938, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli”. Da allora definisce in modo univoco il genocidio della popolazione ebraica d’Europa avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale. L’ideazione e l’attuazione di tale di genocidio si deve al Terzo Reich, venne attuato con la collaborazione parziale o totale di governi e di movimenti politici di altri Stati; e solo il declino della Germania nelle fasi finali del conflitto portò ad un’interruzione del suo corso. Bisogna ammettere che la vittoria militare dello schieramento comprendente gli stati antifascisti e i movimenti di Resistenza ha impedito di arrivare alla totale eliminazione fisica di tutti gli ebrei presenti nei territori sotto il controllo delle forze dell'Asse.
Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere vivo nella memoria il dramma di coloro le cui vite sono state troncate, e solo grazie alla memoria del passato si può arrivare a costruire un futuro stabile. Proprio per questo molti Stati hanno istituito un “Giorno della Memoria”, in una data da decidere a propria discrezione, l’Italia ad esempio lo ha fissato il 27 gennaio: la data in cui nel 1945 l’esercito russo liberò il campo di sterminio di Auschwitz. Tuttavia altri ebrei in Italia e in Europa furono vittime di persecuzione anche nelle settimane seguenti ma la data della liberazione di quel campo viene comunque considerata più rappresentativa per definire la fine di un buio periodo storico. Il Giorno della Memoria inoltre ricorda anche tutte quelle persone il cui ricordo va mantenuto vivo, ossia di tutti coloro che a rischio della propria vita combatterono fascismo e nazismo adoperandosi per tentare di salvare delle vite.
Al giorno d’oggi tuttavia non mancano manifestazioni di intolleranza nei confronti delle comunità ebraiche, quali scritte antisemite e profanazione di tombe, e la causa di tutto ciò risiede nell’ignoranza di chi non ha compreso a fondo il dramma umano di chi ha vissuto la deportazione e lo sterminio dei propri avi motivata solamente da scopi razziali. Una componente fondamentale di nuove forme di antisemitismo è data dunque dall’ignoranza e dalla poca conoscenza della storia recente, misti in alcuni casi ad una confusione tra antisemitismo e antisionismo, e ad un uso ambiguo dell’antisionismo. L’antisemitismo si riferisce alla sfera culturale del popolo ebraico, di tutte le persone ebree che si trovano nel mondo, in qualsiasi posto. L’antisionismo riguarda invece la sfera politica, significa infatti il non essere d'accordo con lo Stato d'Israele, il sionismo infatti è una corrente politica del mondo ebraico slegata però da religione e cultura. Da ciò deriva quindi che un’antisemita risulta essere anche un razzista. Solo la cultura ed una buona conoscenza della "storia dei nostri nonni" può quindi rimediare a dei rigurgiti di antisemitismo e alla nascita di altre forme di razzismo.
In conclusione si possono inoltre ricordare altri conflitti etnici e genocidi, alcuni avvenuti ancora prima dell'olocausto: si pensi al genocidio degli Armeni ad opera della Turchia avvenuto più di un secolo fa, alcuni invece dei nostri giorni, che nonostante non ne venga attribuita sufficiente rilevanza dalle fonti di informazione, meritano di essere ricordati, come accade tuttora nel Darfur, come è accaduto pochi anni fa con il genocidio avvenuto in Rwanda, nella Yugoslavia con il massacro di Srebrenica, e probabilmente in Cina nei confronti dei Falun Gong, tutte situazione nelle quali la comunità internazionale preferisce non addentrarsi troppo, evidentemente l'Iraq è più conveniente...

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e