mercoledì 29 novembre 2006

Fermarsi a riflettere.

Non è proprio facile essere in giovane età e fare ragionamenti che ritieni importanti, c'è troppa gente che potrebbe pensare che sei troppo giovane e non sai cosa dici!...diventano per cui utili questi nuovi strumenti quali i blog o i siti personali nei quali esprimere la rabbia o le nostre frustrazioni, in modo tale da farci sentire, anche solo per un attimo, liberi.
È da qualche giorno che mi balena per la testa uno strano pensiero che dice che se andiamo a confrontarci con i nostri nonni abbiamo acquisito false libertà che ci fanno sentire meglio, ma ne abbiamo perse altre di più importanti senza nemmeno renderci conto. Visione tragica la mia...ma potrei portare degli esempi. Guardandosi attorno in questi giorni di fine Novembre si nota che ci sono negozi e vetrine (specialmente di grandi magazzini o catene commerciali) che di già espongono temi natalizi e luci multicolori sebbene non siamo ancora neanche nel mese del Natale! Qualche anno fa era un pò impensabile o comunque avrebbe fatto uno strano effetto vedere al 20 Novembre addobbi natalizi in giro! Beh, il motivo di tutto ciò è la ricerca da parte delle grandi "corporation" di monetizzare l'evento il più possibile, di aumentare i ricavi, di estendere il più possibile il periodo di influenza del Natale sulle entrate dato dall'evento festivo. Tutto ciò non porta nessuno a fermarsi per un attimo a pensare? Beh è triste. Sì è triste perchè lasciando a parte i valori religiosi (non voglio assolutamente avventurarmi in questo campo, non è obiettivo nè mio nè del discorso la religione) il Natale ad esempio, ha sempre avuto un valore sociale, di riunione di famiglie, di identità, e questa monetizzazione dell'evento lo sta portando ad una semplice e banale scusa per fare soldi. La sensazione è questa, di un periodo da sfruttare per fare soldi. Altro "campo di vita" in cui si notano cambiamenti è il lavoro: fin dall'antichità la vita di tutti i giorni è stata caratterizzata dal lavoro. Viviamo ormai tutti nell'era della presunta flessibilità, dove ti fanno credere che cambiare un lavoro ogni tre mesi ti rende felice e agevola la tua ricerca di occupazione. Ebbene sì, un tempo lavorare serviva a mantenere te e la tua famiglia e restarne privo significava rischiare di affamare i tuoi cari, oggi si è banalizzato pure quello, con società ed agenzie che promettono di trovarti un'occupazione e renderti felice, libero di trovare e cambiare lavoro quando vuoi o quasi. Arrivare a tale punto significa che l'ago della bilancia si sta spostando sul terzo settore, dove conta di più l'apparire che l'essere, dove conta di più vendere che produrre, dove conta essere al passo coi tempi, non importa verso dove si stia andando l'importante è andare, muoversi freneticamente per dare l'idea di produttività, fare 100 cose al giorno e non importa tanto come, organizzare tutto nei minimi dettagli in tempo reale con il telefonino, riempire ogni buco libero della giornata con un impegno, anche vedere amici e conoscenti diventa un'impegno, non c'è più tempo per pensare, si salvi chi ci riesce...
Difficile, impossibile, ci siamo ormai dentro e non oppponiamo resistenza, almeno così sembra, ci lasciamo trasportare perchè sembriamo inconsciamente accettare e non abbiamo un attimo per fermarci e riflettere a quello che stiamo vivendo e a quanto resisteremmo, ma non importa, probabilmente nell'istante in cui ci siamo fermati per un attimo a pensare a tutto ciò già ci è balenato per la mente che abbiamo altro da fare. Troppo banale fermarsi a pensare, a riflettere, è diventata una perdita di tempo. Grazie a questa frenesia ci stiamo smarrendo, la mia sensazione è questa, probabilmente ce ne rendiamo conto in modo inconscio ma non diamo peso al fatto che abbiamo perso la libertà di pensare a mente sgombra, di prenderci questa piccola libertà. Frase esagerata, ma credo che fermandosi un attimo ce ne possiamo rendere conto. Però siamo liberi, sì liberi, liberi di fare un bel viaggio chissà dove, di accedere a internet da dove vogliamo, persino mentre viaggiamo in autobus per andare al lavoro o all'università, liberi di comprare un biglietto d'aereo con 10 €, liberi di comprarci un bel macchinone che ci fa sentire importanti, liberi di comprare un giornale che ci racconta quello che decide l'editore, liberi di mangiare cose che vengono dall'altra parte del mondo, liberi di...un pò di tutto a quanto pare...liberi di fare ciò che vogliamo...l'importante è che non sia pensare, quello no, perchè essere liberi di pensare come si deve non è facile.

, , , , ,

giovedì 16 novembre 2006

Il punto della situazione.

Febbre passata a quanto pare, era un pò di alterazione! Finalmente stasera ci rivediamo dopo quasi una settimana...!...poteva andare peggio, ci sono cose peggiori, ma non è stato proprio bello sapere lei ammalata (niente di grave ma comunque la prima volta da quando ci conosciamo)! Ho un pò riflettuto sul mio stato d'animo dei giorni scorsi ma non sono arrivato a conclusioni certe (come sempre quando scavo me stesso e il mio modo di essere), non riesco a capire se ciò sia dovuto ad una mia incapacità di capire ciò che provo, se sia comunque normale cercare di capire se stessi e a questo punto se certe volte ne valga la pena per i benefici che ciò può portare alla propria vita e alle relazioni con gli altri.
Questi dovrebbero essere giorni di studio intenso, mi aspetta tra pochi giorni un'esame con il professore al quale ho già chiesto la disponibilità per la stesura della tesi, tuttavia ho ancora una parte da studiare e in mente mi è rimasto poco o niente di quello che ho già studiato...evidentemente non è una buona cosa...
Ultimamente ho sempre meno voglia di mettermi in gioco, meno interesse a "testare" me stesso in campi dove solitamente ero spesso alla ricerca di un miglioramento, sia per dimostrare a me stesso che non sono privo di capacità che per dimostrare agli altri che sono in grado di fare qualcosa di buono, e magari meglio di loro! Sinceramente non vedo più la fine di questo anno di università, vedo solo un altro anno di esami da passare al meglio e non ne vedo la fine, doveva essere l'ultimo anno ma mi sembra il penultimo visto che probabilmente dall'ultimo anno ci si aspettano per chissà quale motivo attività diverse e invece tornano i soliti esami. Si iniziano a pensare agli ipotetici periodi in cui laurearsi quando non si sa ancora come andranno i prossimi esami e con chi precisamente fare la tesi...non sono uno che vive navigando a vista ma a volte programmare l'improgrammabile non mi va a genio. In questo momento vedo meno motivazioni nella pallavolo, non mi sto trovando al meglio con la nuova squadra (dopo due mesi non ho ancora trovato una buona intesa con i compagni in campo, mi sento estraneo e mi sembra di iniziare ad essere un peso) e sto perdendo la convinzione di potercela fare perchè non mi riescono tante cose che tempo fa mi riuscivano, i miei difetti sembrano amplificati e non sento il "calore" dei compagni di squadra, non riesco a contribuire in campo perchè non sono ben inserito, a tutto ciò si somma inoltre il cattivo andamento del campionato e la mancanza totale di uno schema di gioco. Sento che troppa gente parla e poca si impegna veramente per la causa, si cerca continuamente un equilibrio e un miglioramento che non arriva modificando lo stato attuale delle cose.
Boh, non so cosa sia questa sensazione di generale sfiducia in me stesso, sembro quasi aver perso la fiducia in me stesso e nelle mie capacità, uno stato in cui mi viene spesso da dire "ma sì, va bene lo stesso"...quando se penso a com'ero qualche tempo fa vedo un'altro me stesso, un me stesso battagliero e spesso pronto all'assalto di molte cose che la vita proponeva...fatto sta che di nuovo anche in questo momento sembra stia facendo un punto della situazione quando invece non voglio avere traguardi importanto da varcare!
Mi faccio forza, si è fatto tardi e mi preparo per andare all'università, ad aprire i libri e ad un pomeriggio di lezione...e finalmente alla tanto attesa serata, ormai ultimamante vivo non aspettando altro!

, , , , , , , ,

lunedì 13 novembre 2006

Capire l'importanza...

Era da un pò di tempo che non mi dedicavo a mio blog...rieccomi! Come è già accaduto sento la necessità di scrivere quando mi sento un pò giù di morale, ed infatti è un pò così. Nel pomeriggio ho saputo che lei non sta molto bene, già da giorni era un pò stanca e afflitta da un fastidioso mal di testa ed oggi si è trovata la febbre, nei prossimi giorni si vedrà l'evoluzione, i mali di stagione sono abbastanza comuni in questo periodo...le dita sono già incrciate! Ma quello che mi fa riflettere su me stesso e sul mio modo di essere (di nuovo, ancora, un'alta volta ancora) è purtroppo un'altra cosa...nel momento nel quale ho ricevuto il suo sms in cui mi diceva tutto ciò ho sentito una tristezza salire, una tristezza che non saprei ben spiegare e che mi è difficile esplicare a parole. Forse una paura, un timore, un qualcosa che mi diceva che avrei dovuto fare a meno di lei e della sua presenza per un pò, un tempo indefinito ma che anche se breve sarebbe stato in ogni caso lungo. Il timore di sapere lei ammalata ed io impotente di fare il suo bene. Sembra stupido, esistono problemi maggiori e dovrei esserne consapevole e questo mio non rendermene conto e reagire istintivamente in questo modo mi fa pensare che forse dovrei essere meno egoista, meno alla ricerca di affermare me stesso, in fin dei conti è lei l'ammalata. Ma poi tornando a ragionare arrivo ad insinuare che forse questo mio sentimento di tristezza è dato dal fatto che non la posso vedere e quindi si conferma il mio egoismo. Però allo stesso tempo se fosse qui la abbraccierei senza pensarci due volte! Ci tengo talmente tanto a lei che mi verrebbe quasi da dire "non è giusto che lei si ammali"! E in questi attimi vengono alla mente anche i momenti di tensione tra noi due (fortunatamente pochi), quei momenti in cui si tende ad arrabbiarsi, momenti così lontani da questi in cui si capisce l'importanza di un rapporto e dei sentimenti che legano due persone. Ma poi mi viene comunque da pensare al perchè io debba sempre cercare di interpretare le mie sensazioni, di capirne le cause, di scavare in me stesso per cercare di capire come funzioni il mio "inconscio" e il mio modo di essere, un modo come un'altro per cercare di farsi dei problemi e di soffrire perchè sembra di mettere alla prova se stessi per cercare "le falle del sistema", per mirare ad una fantomatica perfezione personale che non raggiungeremo mai, per arrivare a pensare che prima o poi avrai sistemato tutti i possibili problemi e hai trovato un equilibrio grazie al quale ti appresti alla felicità quando invece non si finisce mai di imparare...e di capire se stessi...sempre che sia possibile...

, , , , ,