martedì 24 ottobre 2006

Televisione, pubblicità e società.

Sto scrivendo questo post con la mia nuova tastiera wireless che mi ha permesso di eliminare un pò di fili e cavi dal retro del mio mobile computer...bello! Infatti è pure carina tutta nera e con qualche tasto nuovo e funzionale, mi ci devo solo abituare un pochino perchè capita ancora che prema due tasti alla volta! Vabbè, ma il punto del discorso è un altro, mi rendo conto giorno dopo giorno che ormai il nostro modo di vivere si basa su di uno sfrenato consumismo del quale ormai inconsciamente non possiamo fare a meno, ebbene sì, la tastiera che avevo in precedenza non sarà stata wireless ma pur sempre le funzioni di tastiera assolveva, e pure bene nonostante gli anni che aveva sulle spalle. Ma la voglia di usufruire di una nuova "tecnologia" e di maggiori non sempre espliciti benefici ci porta ad acquistare cose di cui se ci pensiamo bene non ne avremmo la stretta necessità. Personalmente sono spinto a pensare che non saremmo così stupidi da fare certe cose se non venissimo condizionati da ciò che vediamo e da ciò a cui la vita di tutti i giorni ci fa interessare, mi spiego meglio. Ogni giorno viviamo in un turbine di impegni e di impellenze che talvolta ci fanno dimenticare i bisogni veri della persona (la salute, una vita sana e tranquilla, l'amore e la vicinanza di persone care, ecc...) e tentano di sostituirli con bisogni "inventati" o meglio rispondenti alle esigenze del mercato (macchina veloci per correre chissà dove, donne affascinanti con peso da denutrizione, oggetti dei quali qualche anno fa non sentivamo la minima necessità, ecc...), lo stesso maledetto mercato tanto caro agli economisti. Semplicemente sfogliando uno dei giornali gratuiti che distribuiscono agli incroci ci rendiamo conto che se costasse anche poco non lo compreremmo vista la pochezza dei contenuti, eppure lo leggiamo! ...e se ci fermiamo per un attimo ci accorgiamo che gli argomenti sono trattati in modo superficiale, frivolo, privo di impegno volto alla comprensione della faccenda che trattano. Ma poso fare un altro esempio: quante volte camminando per strada presi dalle nostre faccende vediamo cartelloni pubblicitari dai quali siamo attratti e magari leggiamo anche le loro scritte? Un attimo dopo però ci accorgiamo che stiamo leggendo qualcosa che non ci interessa minimamente! Stessa cosa con la pubblicità alla tv, guardiamo magari senza essere particolarmente interessati le pubblicità di prodotti che non compreremo mai, ma le guardiamo! E tutto ciò lo facciamo in modo superficiale, senza pensare, fino al momento in cui inconsciamente non ci accorgiamo più di ciò che stiamo ascoltando/vedendo. Questa cosa è sinceramente preoccupante, significa che avviamo la nostra mente allo spegnimento graduale, aiutata dalla vita che non ci dà spazi per ragionare, e un percorso del genere potrebbe renderci inabili a ragionare autonomamente! Una cosa che farebbe pensare una mente un pò critica è il meccanismo sul quale si basa la televisione: il motore di tutto sono i soldi. Essenzialmente questi soldi arrivano dalla pubblicità e semplificando la cosa si potrebbe arrivare a sostenere che la pubbloicità tiene viva la televisione. Ma c'è da dire che se fosse trasmessa solo pubblicità chi guarderebbe mai la televisione? La risposta è ovvia, nessuno! Diventa quindi necessario attirare l'attenzione della gente con programmi televisivi che siano fuori dagli schemi, che propongano tematiche che rilassano e distolgono lo spettatore dai suoi pensieri...ed ecco la giustificazione di alcuni programmi sciocchi e diseducativi che propongono modelli da non seguire! Con ciò si spiega la presenza di trasmissioni che trattano argomenti interessanti ed educativi ad orari impossibili per il telespettatore medio (...meno potenziali telespettatori di pubblicità significa meno soldi dalle aziende!)...l'interesse per la cultura e la conoscenza è quindi già in declino se si è arrivati a questo punto! Il quadro si completa con un'osservazione disarmante, anche i bambini che dalla televiosione dovrebbero ricevere contenuti educativi entrano invece fin da piccoli in questo infernale meccanismo. Il risultato di tutto ciò è una diminuzione delle capacità di concentrazione e quindi di apprendimento nei giovani, un'aumento della superficialità nel modo di affrontare le cose che la vita ci da negli adulti, sminuendo in ogni caso i veri valori ai quali varrebbe invece la pena restare aggrappati. La situazione sembra essere purtroppo in evoluzione, ma nessuno sembra rendersi conto e denunciare il circolo vizioso nel quale siamo finiti!

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3 commenti:

Artemisia ha detto...

Sono d'accordo: il bombardamento pubblicitario spegne il cervello. Per fortuna mi sembra di avere ancora un po' di anticorpi. Per esempio, non prendo per principio i giornali gratuiti. Guardo i pochi programmi televisivi che si salvano registrati in modo da poter scorrere la pubblicita'. Anche i miei figli sono abituati a vedere la TV poco e semmai videocassette e DVD piuttosto che in diretta. Con questo, non e'che ci si salvi...

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie